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Lebensqualität im Alpenraum

IGS Band 36 - Lars Keller

Riassunto

Questo saggio si dedica alla domanda in che modo e in che dimensione varia la qualità della vita nelle regioni della zona alpina e se lo si può dedurre da un modello scientifico. La zona rilevante per la ricerca si definisce da una sintesi dei confini della convenzione delle Alpi e delle unità statistiche NUTS 3, contenendo 100 ’regioni alpine’ di sette Paesi diversi. Usando metodi di acquisizione di dati svariati e in parte nuovi, per un periodo di due anni si sono raccolti dei dati riguardanti argomenti diversissimi. Alla fine erano a disposizione 50 indicatori che sono stati riuniti in 12 set d’indicatori: ’forza economica’, ’lavoro’, ’mobilità’, ’popolazione’, ’salute’, ’educazione e cultura’, ’parità dei diritti’, ’partecipazione’, ’tempo libero’, ’potenziale solare’, ’paesaggio’ e ’biodiversità e tutela della natura’. Questi set d’indicatori a loro volta vengono classificati tra le tre dimensioni ‚economia’, ’sociocultura’ e ’ambiente naturale’. Così nasce un modello che include il principio della sostenibilità e che opera tramite indicatori oggettivi (sia comprensibili che riproducibili) e che lascia da parte la concreta osservazione della 20 soggettiva qualità della vita. Interviste con esperti riconosciuti sull’area della ricerca alpina aiutarono a valutare gli indicatori e i set d’indicatori nonché a controllare e valutare il modello stesso. In base ai dati fondamentali ogni indicatore riceve al massimo 100 punti per ogni regione alpina. Questo valore poi viene moltiplicato con le valutazioni degli indicatori come sono state effettuate dagli esperti. Facendo la somma di questi risultati si può determinare una classifica precisa. Dividendo la totale dei set d’indicatori per il rispettivo numero dei loro indicatori nonché la moltiplicazione di questi risultati con le valutazioni dei set di indicatori da parte degli esperti si riceve una classifica per le tre suddette dimensioni della qualità della vita. Il sistema dell’Atlante del Tirolo offre un aiuto molto utile per la visualizzazione dei risultati che possono essere rappresentati non solo come analisi testuali ma anche illustrati con l’aiuto di tabelle, grafici e in particolare tramite carte geografiche. Il modo in cui sono distribuiti i risultati sui vari indicatori, sui set d’indicatori e sulle dimensioni permette conclusioni sulle varie dimensioni della qualità della vita. Qui si possono osservare certi disegni regionali che da ultimo consentono perfino la determinazione di ’vincitori finali’ oppure ’perdenti finali’. Non si mira però a una classifica finale sulla ‚qualità della vita nella zona alpina’ la cui realizzazione al momento non sembra neanche possibile. A questo scopo si devono in futuro effettuare ulteriori sforzi entro la ricerca della sostenibilità perché in fin dei conti vale la regola breve: nessuna qualità della vita senza sostenibilità, nessuna ricerca sulla qualità della vita senza la geografia integrativa.
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